i cinque tibetani

I Cinque Tibetani

I Cinque Tibetani, giovinezza longevità e salute

La spirale del nostro DNA produce in successione sempre cellule nuove a sostituire quelle che muoiono, in un meccanismo perfetto e costante, cosa che rende paradossalmente inspiegabile il decadimento fisico. Purtroppo la scienza e la tecnologia non forniscono spiegazioni e neppure offrono soluzioni per ciò che concerne l’invecchiamento cellulare, e per questo sempre più persone riversano la loro curiosità nella saggezza degli antichi maestri e delle tradizioni. Ne sono un esempio perfetto i cinque tibetani, per esempio, pratica dalle origini remote, le cui prime testimonianze risalgono all’epoca dei monasteri nell’antico originario Tibet dei leggendari Lama.

“In tutto il mondo si parla di antichi ordini religiosi che per secoli hanno conservato il segreto intorno ai misteri della vita”  Chris Griscom

In effetti se la responsabilità dell’invecchiamento non può attribuirsi ad un meccanismo del corpo, deve essere necessariamente di natura non fisica. La causa potrebbe essere mentale? Secondo la fisica quantistica,la nostra realtà è determinata da ciò che a livello di coscienza riteniamo essere vero e diamo per scontato. Robert Lanza, biologo e scienziato, ne parla attraverso la sua Teoria del Biocentrismo spiegando come la vita percepita dal nostro corpo si possa ridurre ad una esperienza sensoriale prodotta dalla nostra mente. In quest’ottica dobbiamo considerare la nostra esistenza non più su un piano prettamente fisico ma accettare che il corpo è il mezzo attraverso cui la nostra coscienza interagisce. Ma cosa centra tutto questo con i cinque tibetani?

Per chi non conosce questa antica pratica, i cinque tibetani ormai famosi in tutto il mondo consistono in un rituale formato da esercizi di stampo yogico, apparentemente simili ad una ginnastica per il corpo. Sono anche definiti come l’antico segreto, fonte della giovinezza e per meritarsi un nome del genere devono essere ben più che una sequenza di semplici esercizi di ginnastica.

Infatti ogni movimento compone uno schema ben preciso che va eseguito secondo un ordine specifico e in maniera fluida. Una volta imparata la sequenza, questo rituale richiede circa dieci minuti di tempo, ma per poterne vedere i primi effetti sull’organismo, è necessario ripeterlo tutti i giorni senza eccezioni.

Praticando i cinque tibetani

Ciò che accade quando vengono praticati i cinque tibetani è una stimolazione molto efficace dei centri energetici del corpo, i chakra. Chi pratica il rito può percepire fin da subito un benessere immediato e un incremento dell’energia. Sono questi centri energetici, descritti da tutte le tradizioni antiche, a regolare lo stato fisico. E in base agli studi fatti in proposito i centri energetici non sono solo frutto di conoscenze tramandate nel tempo ma una struttura concreta e misurabile che potremmo, in questo contesto, considerare come un ponte di connessione tra corpo e coscienza.  Questi chackra corrispondono alle principali ghiandole endocrine del nostro corpo e ne influenzano direttamente tutte le relative funzioni. Ciò significa che lo stato di salute dei nostri organi e dei nostri tessuti è direttamente proporzionale alla “salute” del nostro apparato energetico.  I cinque tibetani dunque altro non sono che una risposta pratica e sfruttabile per potenziare i nostri centri energetici e aiutarli a funzionare nel modo migliore.

“Per le prime due settimane dopo il mio arrivo mi sentii come un pesce fuor d’acqua. Tutto cio che vedevo era fonte di meraviglia…Ben presto la mia salute cominciò a migliorare. Di notte dormivo profondamente, e ogni mattina mi risvegliavo sentendomi sempre più forte e vigoroso… Una mattina, ebbi la sorpresa più grande della mia vita. Entrai per la prima volta in una stanza grande e ordinata del monastero che veniva usata come biblioteca per i manoscritti antichi. A un’estremità della stanza vi era uno specchio a figura intera. Dato che negli ultimi due anni avevo viaggiato in quella regione primitiva e isolata, non avevo più visto la mia immagine riflessa. Così, con una certa curiosità, mi avvicinai ad esso. Fissai incredulo l’immagine che mi stava di fronte. Il mio aspetto fisico era cambiato cosi drasticamente che dimostravo ben 15 anni in meno…”

(Tratto dal libro di Peter Kelder I Cinque Tibetani)  –Colonnelo Bredford- esploratore e pioniere della pratica dei cinque tibetani.

Fu lo scrittore Peter Kelder, che negli anni 40 studiò e sperimentò con passione i benefici del rito sull’organismo, a diffondere i cinque tibetani in occidente, attraverso i suoi scritti. E’ infatti autore del testo più influente ed accreditato sull’argomento. (trovate il link per acquistare il libro su Amazon in fondo alla pagina).

Postura e respirazione con i Cinque Tibetani

Come per la maggior parte delle pratiche energetiche orientali,come lo yoga, anche i cinque tibetani riservano un posto importante alla respirazione durante gli esercizi. Man mano che si abbina la respirazione corretta ai cinque tibetani,questa diventa naturale, ma inizialmente richiede un minimo di concentrazione.  Bisogna inspirare durante la fase di contrazione muscolare (quando si pratica l’esercizio da mantenere) ed espirare durante la fase distensiva (posizioni intermedie).

I cinque tibetani, al di là dell’aspetto energetico fondamentale, hanno una forte valenza tonica e rinforzante per le principali fasce muscolari ,migliorando la flessibilità vertebrale. e agendo considerevolmente sulla postura generale del corpo.

Ciascun esercizio andrà eseguito partendo inizialmente da tre ripetizioni, con l’obbiettivo di raggiungere il numero di 21 ripetizioni per ogni singola sequenza. Questo è bene che avvenga seguendo il proprio ritmo personale, senza forzature, ma di norma si suggerisce di aumentare gradualmente aggiungendo una ripetizione alla settimana. Così facendo si raggiungeranno le 21 ripetizioni in 7 settimane esatte.

Ma perchè proprio 21? 

Il rito dei cinque tibetani si chiama cosi perchè attribuito originariamente proprio agli antichi monaci tibetani, che secondo la tradizione ripetevano le sequenze esattamente 21 volte. Pare che eseguendo i riti per questo preciso numero di volte, si raggiunga il giusto livello nel flusso energetico dei chackra, portando il corpo energetico nello stato di equilibrio migliore e ripristinando la corretta velocità di rotazione di ciascun chakra.  In alcune culture si usa eccedere nella pratica di alcuni esercizi eseguendo la rotazione su se stessi in modo dissennato. Questo però può condurre a pericolosi scompensi energetici, portando all’eccesso l’attività dei chakra. Si consiglia pertanto di raggiungere le 21 rotazioni e di mantenerle nel tempo, senza aumentare ulteriormente il numero.

Potete consultare e visionare l’intera sequenza corretta a questo video link –> CINQUE TIBETANI

Dunque prenderci cura del nostro corpo è una esperienza che contempla tutto quello che siamo e non solo ciò che esprimiamo o ciò che percepiamo. Siamo creature complesse e con un potenziale che si spinge ben oltre le nostre credenze. Possiamo esprimere tale potenziale in molti modi diversi, anche attraverso la bellezza del nostro corpo, la salute, la forma. A patto che cominciamo a percepire noi stessi in modo responsabile nella nostra totale interezza e multidimensionalità.

Per chi desidera approfondire il tema dei 5 tibetani,consigliamo il libro di Peter Kelder.

 

 

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