Il tuo cuore è una miniera di diamanti

Il tuo cuore è una miniera di diamanti

Nelle tradizioni più antiche, il cuore ha sempre ricoperto il ruolo di centro nevralgico e non viene mai propriamente inteso solo in quanto organo fisico, ma come dimensione energetica, il suo equivalente spirituale. Spesso viene descritto come un luogo, o come un’energia in movimento.

La tradizione induista lo identifica col nome di Anatha, il chakra del cuore. In Ayurveda si parla di Hridayam (letteralmente “questo è il centro”) , situato a destra in corrispondenza del cuore fisico. Anche gli antichi Egizi distinguevano il cuore in quanto organo, dal cuore come accezione spirituale, dimora della coscienza e dell’anima. L’antica medicina cinese definisce il cuore come “il Sovrano”, sede dello Shen: lo spirito divino che ci anima. Il legame tra cuore e spiritualità è sempre stato presente in tutte le culture, anche in quella Cristiana.

La scienza stessa, ha voluto offrirci la sua razionale definizione di cuore simbolico, descrivendolo come un “centro di energia bio-elettrica” che fluisce e permane nel nostro corpo. A tal proposito non si parla di teoria,ma di un fenomeno misurabile e coerente. Il cuore ha un impatto su tutto ciò che entra nel suo campo vibrazionale, e possiede un magnetismo in grado di influire sulle emozioni,i pensieri e la materia. Potremmo definirlo un laboratorio alchemico che lavora sul piano dell’energia sottile. Lo dimostrano le ricerche di stimati scienziati e studiosi che si sono dedicati al fenomeno con grande passione (alcuni nomi: Gregg Braden, Fabio Paolo Marchesi, Salvatore Brizzi). Lasciamo a loro il compito di trattare con competenza ciò che concerne l’aspetto razionale-scientifico. In questa sede parleremo di trasformazione.

Il pozzo delle emozioni

Si sente spesso parlare di apertura del cuore, nell’ambiente spirituale,esoterico e metafisico, ma anche all’interno della nuova medicina integrata.  Erroneamente viene spesso abbinato ad un qualche tipo di illuminazione trascendentale, quando invece non vi è nulla di più concreto. Ha a che fare con la nostra capacità di accogliere le emozioni.

Possiamo immaginare le emozioni come funi gettate in un pozzo profondo, che possiamo usare per risalire. Strumenti dai quali abbiamo il dovere di emanciparci, prima che si trasformino in legami di prigionia, capestri per la nostra impiccagione. Possono sembrare parole forti, ma questo è spesso l’uso che le persone fanno delle emozioni, specialmente quel tipo di emozione considerata negativa e avversa. Temere qualcosa vuol dire esserne schiavi e nel tentativo di liberarci dalle emozioni che non vogliamo vivere restiamo attorcigliati in esse, vincolati. Risalire la fune invece significa collaborare con essa, letteralmente abbracciarla, e sentirci grati della sua esistenza man mano che ci conduce verso la luce.

Potremmo pensare di non esserne capaci, ma è un processo di resa partecipe già presente naturalmente nel potere personale di ciascuno e che va semplicemente innescato attraverso la forza di volontà. Le emozioni sono maestre di una forza che è già nostra.

“Un vero maestro non è chi insegna a molti allievi, ma chi conduce altri maestri” Lao Tze

Il cuore,una miniera abbandonata.

Molte tra le pietre preziose più belle hanno origine dalle rocce, attraverso una serie di processi geologici molto affascinanti. Uno di questi è detto Metamorfismo, per mezzo del quale le rocce vengono naturalmente sottoposte a calore elevato e forte pressione, causando una serie di cambiamenti chimici. Si verifica cosi nel tempo una trasformazione stupefacente che muta la roccia in gemma.

Secondo l’alchimia trasformativa, il dolore e qualsiasi altra emozione alla quale si può attribuire un significato spiacevole, è già potenzialmente amore allo stato puro, cosi come ,in modo analogo, una roccia si potrebbe considerare un diamante greggio. Anche la filosofia ermetica ne parla e spiega che gli esseri umani sono dotati di un magnetismo interiore in grado di agire sulla materia emotiva. Una forza fisica paragonabile al fuoco e reale tanto quanto le emozioni che proviamo, in grado di raffinare ed elevare i nostri stati più bui dell’animo.

Certamente una roccia e un diamante appaiono diversi per aspetto e per valore, fintanto che rispondono a certe leggi fisiche che la scienza ufficiale ha classificato.  Ma le emozioni non ubbidiscono necessariamente alle stesse e la fisica quantistica moderna ci sta aiutando sempre più ad osservare il mondo da una prospettiva nuova.

In presenza di sofferenza, di solito, diamo per scontato che questa debba inesorabilmente esistere nello stato in cui si trova,mentre invece non è affatto un presupposto assoluto. Il principio di indeterminazione ci insegna che la realtà è fatta di possibilità, non di verità assolute. Quando il dolore brucia tra le nostre mani di alchimista, quello è il momento perfetto per dominarlo prima che domini noi. E’ una prospettiva che esclude a priori la logica comune e per questo richiede una buona dose di disponibilità all’incoerenza,per essere decifrata. Saper guardare oltre le apparenze è un requisito ormai diventato indispensabile per poter comprendere appieno l’esistenza, ci consente di vedere le cose da una prospettiva migliore rispetto a quella che ci viene servita,come versione ufficiale, dal protocollo sociale corrente. I tempi moderni sono una fabbrica di assuefazione, ideata per farci dimenticare quale meraviglioso potere esiste nel nostro cuore. Siamo del tutto avvolti nell’illusione percettiva di un’ansia sempre presente, così imperterriti da riuscire persino ad alimentare ciò che temiamo.

Trasmutare la paura in amore

Il dolore è una pietra preziosa grezza. Quando lo teniamo tra le mani e lo guardiamo, vediamo solo un sasso, un pezzo di roccia inutile e anonima , senza bellezza e privo di senso. Vorremmo soltanto gettarlo via e cosi,molto spesso,lo lasciamo scivolare nelle profondità dell’animo, per seppellirlo tra le sabbie dei nostri oceani e se possibile ancor più infondo. E con un po di fortuna,dimenticarlo li. Poco importa se siamo mossi da rabbia o da rifiuto, sono entrambe facce della stessa medaglia.  La paura di soffrire è come una distesa di sabbie mobili,pronta ad inghiottire. Ogni volta che ignoriamo il dolore, questo sprofonda sempre di più dentro di noi. Più energia metteremo nello scagliare il dolore lontano, più dovremo scavare a fondo per trovarlo

Attraverso l’apertura del cuore è possibile illuminare tali profondità, e dare il via ad un cambiamento che si rifletterà in modo incontrovertibile nella nostra esistenza. La trasformazione degli elementi che compongono le emozioni. In alchimia si parla di tramutazione,un processo di raffinazione che eleva i composti emotivi ad una vibrazione sempre più alta, fino a mutarne la forma.

Questo tipo di trasformazione è inesorabile, accade per natura in modo spontaneo, anche quando non ne siamo coscienti. Perciò sia che noi saremo o meno presenti nell’osservare il processo che si compie, un giorno ci ritroveremo comunque con una miniera di diamanti nel cuore.

E’ un ottima cosa, ma quanto tempo dovremo attendere perchè ciò avvenga? Quanto tempo affinchè il dolore si trasformi in un emozione superiore?

Prima che una semplice roccia ignea possa tramutarsi in diamante possono passare diversi miliardi di anni. Dunque,in proporzione,per quante esistenze siete disposti a trascinare il vostro fardello di pietre grezze?

 

           “Conquista il dolore e berrà anche la tua anima a questo grande successo.”                                                                                                                                                           Blenda Ike 

 

Lavorare sulle emozioni ci permette di accelerare questo processo.

Ritorniamo a quel momento, all’inizio, quando il dolore è ancora tra le nostre mani.  Prima di lasciarlo cadere, prima di rifiutarlo, proviamo a osservarlo,anche se inizialmente potrà sembrarci che guardarlo lo alimenti ancora di più.  Ma se agirete come guerrieri vedrete compiersi qualcosa di unico,che sfugge alla logica comune: il dolore, quella sensazione di disperazione, comincerà a trasformarsi. Potrete quasi vedere i tentacoli che vi avevano avvolti allentare la presa e svanire, staccarsi e dissolversi. Comincerà un processo di disidentificazione da quel dolore e tornerete a respirare, sarà come prendere una boccata d’aria dopo aver vissuto dentro una nuvola di gas tossico.  In esoterismo si parla di Alchimia Inférior, una delle vie verso la gioia incondizionata, e consiste nell’osservare le proprie angosce abbastanza a lungo da frantumarle con quella forza interiore che abbiamo dimenticato essere nostra da sempre. L’ignoranza la soffoca e noi permettiamo che ciò accada, ma possiamo risvegliarla in qualsiasi momento, sta a noi scegliere.

La trilogia di Salvatore Brizzi (Officina Alchemica; La porta del Mago; Risveglio) comprende i testi secondo noi più chiari ed eloquenti che si possano consultare per approfondire questo argomento.

Sappiate che potete cambiare il vostro destino e che il punto di partenza non è necessariamente la parte migliore di voi.

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