I Cinque Tibetani, giovinezza longevità e salute.

“Per le prime due settimane dopo il mio arrivo mi sentii come un pesce fuor d’acqua. Tutto cio che vedevo era fonte di meraviglia…Ben presto la mia salute cominciò a migliorare. Di notte dormivo profondamente, e ogni mattina mi risvegliavo sentendomi sempre più forte e vigoroso… Una mattina, ebbi la sorpresa più grande della mia vita. Entrai per la prima volta in una stanza grande e ordinata del monastero che veniva usata come biblioteca per i manoscritti antichi. A un’estremità della stanza vi era uno specchio a figura intera. Dato che negli ultimi due anni avevo viaggiato in quella regione primitiva e isolata, non avevo più visto la mia immagine riflessa. Così, con una certa curiosità, mi avvicinai ad esso. Fissai incredulo l’immagine che mi stava di fronte. Il mio aspetto fisico era cambiato cosi drasticamente che dimostravo ben 15 anni in meno…” _ Colonnelo Bredford_ esploratore e pioniere indiscusso della pratica dei cinque tibetani.

La spirale del nostro DNA produce in successione sempre cellule nuove a sostituire quelle che muoiono, in un meccanismo perfetto e costante, cosa che rende paradossalmente inspiegabile il decadimento fisico.  Purtroppo la scienza e la tecnologia non forniscono spiegazioni e neppure offrono soluzioni per ciò che concerne l’invecchiamento cellulare, e per questo sempre più persone riversano la loro curiosità nella saggezza degli antichi maestri e delle tradizioni. “In tutto il mondo si parla di antichi ordini religiosi che per secoli hanno conservato il segreto intorno ai misteri della vita” dichiara l’autrice e guru spirituale Chris Griscom,a ragion veduta.

In effetti se la responsabilità dell’invecchiamento non può attribuirsi ad un meccanismo del corpo, deve essere necessariamente di natura non fisica. La causa potrebbe essere mentale? Secondo la fisica quantistica,la nostra realtà è determinata da ciò che a livello di coscienza riteniamo essere vero e diamo per scontato. Robert Lanza, biologo e scienziato, ne parla attraverso la sua Teoria del Biocentrismo spiegando come la vita percepita dal nostro corpo si possa ridurre ad una esperienza sensoriale prodotta dalla nostra mente. In quest’ottica dobbiamo considerare la nostra esistenza non più su un piano prettamente fisico ma accettare che il corpo è il mezzo attraverso cui la nostra coscienza interagisce. Ma cosa centra tutto questo con i cinque tibetani?

Per chi non conosce questa antica pratica, i cinque tibetani ormai famosi in tutto il mondo consistono in un rituale formato da esercizi di stampo yogico, apparentemente simili ad una ginnastica per il corpo. Sono anche definiti come l’antico segreto, fonte della giovinezza e per meritarsi un nome del genere devono essere ben più che una sequenza di semplici esercizi di ginnastica.

Infatti ogni movimento compone uno schema ben preciso che va eseguito secondo un ordine specifico e in maniera fluida. Una volta imparata la sequenza questo rituale richiede circa dieci minuti di tempo, ma per far si che producano effetti è necessario ripeterlo tutti i giorni senza eccezioni. Ciò che accade quando vengono praticati i cinque tibetani è una stimolazione molto efficace dei centri energetici del corpo, i chakra. Chi pratica il rito può percepire fin da subito un benessere immediato e un incremento dell’energia. Sono questi centri energetici, descritti da tutte le tradizioni antiche, a regolare lo stato fisico. E in base agli studi fatti in proposito i centri energetici non sono solo frutto di conoscenze tramandate nel tempo ma una struttura concreta e misurabile che potremmo in questo contesto considerare come un ponte di connessione tra corpo e coscienza.  Questi centri corrispondono alle principali ghiandole endocrine del nostro corpo e ne influenzano direttamente tutte le relative funzioni. Ciò significa che lo stato di salute dei nostri organi e dei nostri tessuti è direttamente proporzionale alla “salute” del nostro apparato energetico.  I cinque tibetani dunque altro non sono che una risposta pratica e sfruttabile per potenziare i nostri centri energetici e aiutarli a funzionare nel modo migliore.

Fu Peter Kelder, che negli anni 40 studiò e sperimentò con passione i benefici del rito sull’organismo, contribuendo a diffondere i cinque tibetani in occidente. E’ infatti autore del testo più influente ed accreditato sull’argomento.

Dunque prenderci cura del nostro corpo è una esperienza che contempla tutto quello che siamo e non solo ciò che esprimiamo o ciò che percepiamo. Siamo creature complesse e con un potenziale che si spinge ben oltre le nostre credenze. Possiamo esprimere tale potenziale in molti modi diversi, anche attraverso la bellezza del nostro corpo, la salute, la forma. A patto che cominciamo a percepire noi stessi in modo responsabile nella nostra totale interezza e multidimensionalità.

Per chi desidera approfondire il tema dei 5 tibetani,consigliamo il libro di Peter Kelder.

 

 

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